REGNO DI SARDEGNA

Le fonti documentarie principali utilizzate per la realizzazione delle figure di questa sezione sono le seguenti:

AA.VV., Sebastopoli, la guerra di Crimea, Torino 1997;

S. Ales, l’armata sarda e le riforme albertine, Roma 1987;

S. Ales, Dall’armata sarda all’esercito italiano 1843-1861, Roma 1990; 

A. Melani, E. Ricciardi, L’esercito piemontese alla vigilia della seconda guerra per l’indipendenza dell’Italia 1849 -1859, 2 voll., Verona 2015;

N. della Volpe, a cura di, Quinto Cenni, Piemonte 1814-1860, Roma 2002.

1 – Vittorio Emanuele II, re di Sardegna, 1820 – 1878.

La figura trae ispirazione dal dipinto la battaglia di San Martino di Carlo Bossoli conservato presso il Museo del Risorgimento di Torino. Il re indossa la piccola uniforme. La bardatura da cavallo (sic) è esposta al Museo civico del Risorgimento di Bologna. Figura autocostruita in 54 mm.; cavallo: 4 quarti Eisenbach.

 

2 – Fanteria, Brigata Aosta (2° Reggimento Provvisorio).

 

Tutti i reggimenti di fanteria di linea esistenti fornirono contingenti che furono accorpati in 5 reggimenti provvisori. il numero 5 sulla cerata del kepy ed il colore scarlatto di mostrina denotano la provenienza dal 5° reggimento, 1° della brigata Aosta. Inoltre la nappina verde dice che si tratta del 3° battaglione del reggimento provvisorio, in questo caso il 2°. Rielaborazione di una figura della ditta EK Castings. 54 mm..

3 – Fanteria, Brigata Casale (5° Reggimento Provvisorio).

Questo fante in uniforme da campagna si protegge dal freddo con elementi di equipaggiamento suppletivi nelle fogge suggerite da un famoso dipinto di Girolamo Induno. Si tratta di una mantellina impermeabilizzata ed un paio di uose di panno di lana da coperte. Figura in 54 mm. autocostruita.

 

4 – Ufficiale del Battaglione Provvisorio dei Bersaglieri.

Messa a punto seguendo le indicazioni uniformologiche tratte dalle fonti sopra citate, la figura segue il look suggerito da un bel disegno di Pietro Compagni. Figura in 54 mm. autocostruita.

5 – Trombettiere e Luogotente dei Cavalleggeri di Alessandria (Reggimento Provvisorio).

Elementi provenienti dai cinque reggimenti di cavalleggeri esistenti andarono a costituire il Reggimento Provvisorio di Cavalleria. La dotazione di vestiario e di equipaggiamento fu per la truppa ridotta all’essenziale, pertanto il kepy arancione (Alessandria) del trombettiere non può arricchirsi del pennacchio di crini di cavallo. Diversa la situazione per gli ufficiali che, pare, furono autorizzati a portare “tutto”.

Lo spencer turchino scuro ad alamari neri era di gran lunga preferito alla tunica di alta uniforme.  Pezzi unici in 54 mm. su sbozzi della ditta Ensign.

6 – Corpo degli Zappatori del Genio.

 

Il copricapo detto cappello-shakot era tipico dei genieri piemontesi dell’epoca. In realtà non si hanno notizie precise sull’impiego o meno di questo capo d’abbigliamento nel corso della Guerra d’Oriente. Si osservino il colore cremisi di mostrina, i tessuti rigati con i quali sono realizzati le uose ed il tasca a pane, e la daga a sega.

7 a) b) – Treno d’Armata, Capitano in Gran Tenuta.

Il soggetto evidenzia appieno la sobria eleganza delle uniformi indossate dall’ufficialità piemontese di metà ottocento. Gli elementi identificativi rossi e gli argenti luccicanti dell’equipaggiamento fanno da contrappunto al turchino della tunica e del tappeto di sella ed il bigio dei pantaloni. Pezzo unico con uso di materiale di serie commercializzato dall’associazione AMIS di Milano. 54 mm..